
Igor
Eškinja, At your place, lightbox, 2007.
Igor
Eškinja, Tree, 100x85 cm, lamba print, 2006.
21 febbraio – 28 marzo 2009
In collaborazione con: Federico Luger Gallery - Milano
È una questione di percezione, o meglio di attenzione.
Entrare distrattamente in uno spazio allestito dal giovane artista
croato - una delle presenze emergenti a livello internazionale,
come ha ben segnalato Manifesta 7, dove Igor Eškinja (1975)
era presente nelle due sedi espositive di Rovereto –
potrebbe voler dire calpestare i delicati arabeschi di un tappeto
di polvere. Oppure non cogliere la differenza fra una fotografia,
accuratissima e di grande formato, che ritrae una installazione
e l’installazione medesima nella sua concretezza.
Vi è una costante oscillazione fra ciò che appare
come bidimensionale e ciò che è tridimensionale
nei complessi interventi, anche se estremamente semplici per i
mezzi usati, di Eškinja. La sua indagine si occupa di quella
soglia sottile dove la rappresentazione di cose e di oggetti comuni
(restituiti mediante contorni, silhouette, pattern, disegni) può
confondersi con la loro presenza nello spazio espositivo. Questa
oscillazione viene resa ancora più evidente (ed enigmatica)
quando i lavori installativi vengono fotografati, e la dimensione
effimera dell’intervento, sempre contestuale allo spazio,
viene così registrata.
Le fotografie rendono ancora più instabile la relazione
fra ciò che è la presenza concreta dell’oggetto,
la sua rappresentazione nello spazio espositivo e la registrazione
fotografica del tutto. Realtà ed apparenza diventano due
termini dai confini indecisi, che si scambiano le parti, dinnanzi
ad uno spettatore il quale nell’atto del percepire deve
anche percepirsi. Assumendo coscienza di sé, e di quello
che sta osservando, con quel lieve soprassalto che permette di
accedere ad una diversa comprensione/osservazione delle cose.
Come ha dichiarato Eskinja in una intervista con Antonia Majaca:
“Il mio interesse va al creare una situazione nella quale
uno spettatore cercando di bilanciarsi sui limiti dello spazio
crea una certa relazione mentale con lo spazio medesimo
nel quale si trova in quel momento”.
L’elemento della sorpresa certamente gioca un ruolo nel
lavoro dell’artista - originario di Rijeka, con studi compiuti
all’Accademia di Belle Arti di Venezia (dove si è
laureato nel 2002) - ed è una sorpresa che scaturisce anche
dalla povertà dei materiali usati, rispetto alla acutezza
concettuale e alla estrema pulizia formale delle sue proposte.
Che si relazionano sempre allo spazio espositivo, alle superfici
che lo delimitano e formano: le pareti, il pavimento, le soglie.
Dopo le recentissime esposizioni personali tenute in spazi pubblici di grande prestigio (alla Caja de Burgos in Spagna, al Casino Luxembourg in Lussemburgo) la Galleria Contemporaneo è lieta di poter presentare suoi lavori fotografici e installativi, questi ultimi concepiti appositamente per lo spazio di Mestre.
Igor Eškinja (1975 Rijeka, Croazia) vive e lavora fra Fiume, Milano e Venezia. Ha tuttora in corso un’esposizione alla Project Room del Casino Luxembourg. Nel 2008 ha esposto nelle sedi di Rovereto di Manifesta 7 ed ha realizzato una mostra personale al Centro de Arte Caja de Burgos. Ha allestito personali e numerose collettive in Croazia, Spagna, Venezuela e Austria, oltre che in Italia.